Tra le sfide nella vita di un’azienda il Passaggio Generazionale è sicuramente una delle più ardue.

La sua difficoltà deriva dalla apparente sconnessione con la vita di ogni giorno:

“Se non è ora, non è urgente.”

Il tempo

Non esiste un articolo della Costituzione Italiana che fissa il momento in cui debba iniziare il Passaggio Generazionale.

Non è come la montagna di incombenze aziendali che sono regolate da un preciso timing dettato da esigenze fiscali.

Non è neanche come l’ordine ricevuto dal Cliente che ne fissa la consegna, oltre la quale scatta la penale.

Questa data non esiste sull’agenda dell’Imprenditore.

L’Imprenditore è così focalizzato nella soluzione dei problemi urgenti generati nel Day by Day, che non sempre ha tempo da dedicare a questo momento “evanescente e lontano”.

Questa “inconsistenza” non permette di creare una programmazione corretta per la sua attuazione.

NON è una priorità nella mente dell’Imprenditore, NON è una priorità nella mente degli Eredi.

Il momento più corretto per cominciare a programmare il Passaggio Generazionale è la nascita del potenziale Erede.

È il momento in cui cominciare seriamente a pensare (dal lato dell’Imprenditore):

Vorrò veramente che l’Erede viva ciò che ho vissuto io?

Se la risposta a questa domanda è positiva, la seconda domanda che l’Imprenditore dovrà porsi è:

Come posso renderlo libero di decidere se entrare in azienda o percorrere altre strade?

È infatti importante che la scelta dell’Erede sia libera e consapevole.

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Proposta di un percorso

È utile perciò definire un percorso di avvicinamento all’azienda che l’Erede sa di dovere percorrere volendo accogliere l’eredità dell’Imprenditore Genitore per la Continuità Aziendale.

·        Il possibile percorso dovrebbe contenere un prima attività di formazione più o meno generica:

L’Erede dovrà avere concluso gli studi coerenti con la posizione fino ad un livello minimo (es. conclusione Scuola secondaria di secondo grado, Laurea triennale o Laurea Magistrale piuttosto che Master…).

·        A questa può essere affiancata una attività di “praticantato”:

L’Erede dovrà avere lavorato per almeno tre/sei anni in una azienda esterna in cui ha avuto modo di comprendere le dinamiche aziendali oggettive.

·        Volendo si possono anche inserire delle condizioni di performance

L’Erede dovrà avere lavorato negli ultimi due anni in posizione apicale in una struttura esterna.

Intendendo per apicale una posizione a livello di Middle management o Direzionale in cui ha dovuto gestire delle persone.

La proposta di un cammino da percorrere aiuta l’Erede a comprendere che il passaggio non è necessariamente automatico, ma necessita di un impegno consapevole con il raggiungimento di punti intermedi.

Il percorso compiuto consapevolmente permette all’Imprenditore Genitore di comprendere quanto l’Erede sia convinto nel imboccare la strada che lo porti all’ingresso dell’azienda familiare.

Sia ben chiaro che l’assenza del percorso NON pregiudica il Passaggio Generazionale ma la sua presenza allinea l’Imprenditore Genitore e l’Erede in un patto Autodeterminato e Consapevole utile a entrambi.

Per le aziende che non hanno pianificato un percorso esiste Futuro Desiderato.

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